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I BRONZI E LA POLITICA

 

Tutto rinviato al 29 maggio nella seduta che il Giudice di Pace, Dott. Ilario Pantaleoni, ha tenuto nel Tribunale di Pergola, sabato 8 maggio, alle ore 10.30. Il principale convocato, il Ministro dei Beni Culturali Melandri _ che dovrebbe spiegare perché il Decreto Ronchey non viene applicato _ non è comparso né ha inviato qualcuno a rappresentarlo. Erano invece presenti il rappresentante del Presidente della Provincia, il rappresentante della Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Ancona e, naturalmente, il Sindaco di Pergola Conti, il promotore principale della petizione firmata da circa 1700 cittadini, Piero Tarsi, con l'Avvocato che la difende, Dott. Raffaella Mazzi.
Numeroso il pubblico intervenuto. Il decreto Ronchey, già reso pubblico nel 1993, approvato dal TAR, caldeggiato da 57 Comuni della Provincia, appoggiato dallo stesso Consiglio Regionale, assegna in modo definitivo a Pergola i Bronzi dorati di Cartoceto, facendo obbligo al nostro Comune di approntare una sede museale adeguata. Il museo, a spese di Pergola (2 miliardi e 700 milioni circa), è stato realizzato secondo tutte le norme previste dalla Soprintendenza ai Beni archeologici, ma non entra in funzione, perché il Ministro non si decide a disporre il necessario atto esecutivo che trasferisca i Bronzi a Pergola.
La stampa più diffusa nella zona ("Resto del Carlino", "Corriere Adriatico") ha l'8 maggio snobbato l'avvenimento, non pubblicando gli articoli inviati; il "Corriere Adriatico" ha riportato (guarda caso!) proprio in quel giorno le disavventure toccate circa un mese fa a certi nostri sprovveduti studenti del locale Liceo Scientifico. Boicottaggio? Speriamo di no.
L'avvocato Mazzi, esposta la situazione, ha lanciato qualche frecciata contro la linea seguita dalla Giunta Comunale, che è stata ormai da tempo quella di cercare una pacifica soluzione con il più agguerrito avversario del Decreto Ronchey, il Sindaco di Ancona Galeazzi.
In realtà il Galeazzi non avrebbe alcun diritto a essere convocato per trattative, non essendoci niente da trattare con lui: i Bronzi sono assegnati a Pergola. Il Sindaco Conti, rigettando quello che ha interpretato come tentativo di anticipare l'apertura della campagna elettorale per le imminenti Amministrative, ha giustificato la linea seguita, rilevando il peso politico di cui gode il Sindaco Galeazzi, il quale non perde occasione per introdursi nella discussione del problema. Le trattative sono rimaste finora senza esito; il Sindaco di Ancona non si accontenta di ciò che è normalmente previsto dalla legge (qualche prestito temporaneo dei Bronzi alla sua città), ma vuole praticamente un'assurda comproprietà del 50 per cento. Il Dott. Conti ha dichiarato ufficialmente che, se il Decreto Ronchey non verrà rispettato, il Comune di Pergola procederà per via legale, chiedendo anche il risarcimento per i danni subiti.
Il Dott. Pantaleoni ha rilevato che questa prima seduta ha almeno raggiunto lo scopo di aver provocato questa presa di posizione ufficiale da parte del Sindaco di Pergola e poiché si attende, a breve scadenza, un passo ufficiale da parte del Ministro, ha rinviato la seduta appunto al 29 di questo mese.
Mi permetto un rilievo.
Da quanto ascoltato, si deve dedurre che il problema dei Bronzi (come, un tempo, quello dell'Ospedale) non è né culturale (la custodia dei Bronzi è garantita), né legislativa (non c'è più legge contraria a Pergola; c'è un decreto ministeriale), né di giustizia (davanti allo Stato i cittadini di Pergola sono uguali a quelli di Ancona), ma è solo squisitamente "politico".
Ma, ancora una volta, che significa "politico"?
Vuol dire "bene comune", "equa distribuzione di benefici tra città e regioni", "rispetto dello spirito e non della lettera delle leggi"; "uguaglianza di diritti e di doveri"?
Nossignori! Anche questa volta significa:
- peso elettorale più forte di Ancona rispetto a Pergola;
- peso personale di un uomo politico, che, e per amicizie e per intraprendenza attiva in seno al suo partito, può permettersi di gettare sgarbatamente la sua spada sul piatto della bilancia e farla traboccare dalla parte che gli fa comodo.
Dopo aver tanto predicato contro il partitismo, il personalismo, il favoritismo elettorale e clientelare, ci ritroviamo nelle situazioni di prima, anzi, un tantino più in giù…
Gli uomini politici di oggi non si mostrano affatto migliori di quelli di ieri. Pare che ne abbiano ereditato i vizi peggiori.
Possono meravigliarsi se la gente, scoraggiata, diserta le urne, come nel recente referendum?
Quella dei Bronzi _ qualunque cosa ne pensino i politici attuali _ è stata una lotta pergolese, fatta in nome del diritto a sopravvivere e in nome della democrazia.
Si è tentato, a torto, di cloroformizzare la nostra gente, imponendole di tacere e garantendo soluzioni "politiche".
Ma appena la gente può in qualche modo far sentire la sua voce, com'è accaduto con la recente petizione firmata da tanti cittadini, trovi una risposta viva.
Pare impossibile. Dopo tante esperienze negative, ideologiche e antidemocratiche, ancora non vogliamo capire cos'è "fare politica".
È cercare il bene della gente, al di sopra delle ingiustizie, dei favoritismi, dello spirito di interesse personale e dello spirito di parte.

Lino Ricci      

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