I giorni di
campagna elettorale sono particolari. Il cittadino, normalmente ignorato, è in quel
periodo considerato, vezzeggiato, coccolato; e la vita di paese cambia.
Accade così, che gente che sino a ieri si ignorava inizia ad aver un reciproco
atteggiamento cordiale. Il candidato - è lui in questi giorni il matador della piazza.-
fa di tutto per apparire simpatico: non lesina sorrisi a 32 denti, si esibisce in ridicoli
salutoni da Star e frequenta il corso cittadino offrendo caffè.
Chi ha ormai qualche anno ed alcuni capelli bianchi in testa, di queste parate ne ha viste
parecchie e si scrolla il fastidio di dosso promettendo voti di lista e preferenze a
tutti. Tanto ormai sa, l'esperto elettore, che dal giorno dopo le votazioni, costoro
scompariranno nel nulla, chi tornando alle proprie occupazioni chi occupando il municipio
e sprangando la porta. Arrivederci. Saluti e baci.
Sa anche, il comune cittadino, che questo è l'unico momento nel quale dai politici (o
dagli aspiranti tali) si può ottenere qualcosa: un caffè o una spuma e se hai una
famiglia numerosa magari anche una pizza. E non manca chi ne approfitta.
Una volta seduti nello scranno i nostri non ti salutano più o, se lo fanno, aprono appena
la bocca, tanto che viene da chiedersi se costoro si siano rivolti a noi, se abbiano
qualche piccolo tic nervoso o se si stiano togliendo dai denti qualche residuo del pasto
aiutandosi con la lingua.
Se poi ti rivolgi a loro quando sono ormai sindaci o assessori, anche per una qualsiasi
quisquilia, cominciano, stando stravaccati dietro una scrivania, a torcere il naso,
facendoti pesare quel nonnulla come se ti stessero donando un rene. Pensare che gli avevi
solo chiesto di aggiungere un cassonetto dell'immondizia o di cambiare una lampadina.
Il potere - diceva er sor Giulio, esperto del settore - logora chi non ce l'ha, ma
evidentemente anche a chi vorrebbe averlo fa dei brutti scherzi.
Ad essere presi di mira nel periodo pre-elettorale sono soprattutto i preti, nella
convinzione che "spostino" voti, che possano cioè orientare i fedeli-elettori,
non gli elettori-fedeli: quelli non cambiano voto nemmeno se in lista ci sono Pippo e
Paperino.
Il politico in embrione ha nei confronti dei sacerdoti una reverenza particolare, simile a
quella che la cartomante ha nei confronti della sua sfera di cristallo. Sembra che da
quegli omini vestiti di nero si riesca a conoscere chi vincerà. Non sono veggenti, si sa,
ma il politico li fiuta, li "astrologa", li saluta con affetto, in cambio
di pronostici, ma anche solo di sorrisi.
Tutto è finito ormai! Addio, bel tempo di campagna elettorale, dove tutti ammiccano e si
vogliono bene! Da oggi tutto torna come prima: noi stiamo qui, al quotidiano lavoro e
qualcuno sta lì, sulla Torre d'avorio. "Inserire il gettone
" urla nel
microfono la donnona del Luna Park. "Altro giro, altra corsa...". E a dire il
vero aggiunge: "Altro regalo!". Ma questa è un'altra storia. |