Sollecitati
da un lettore di Milano che ci ha lasciato in proposito un messaggio nel Guest-Book del
sito Internet, vogliamo pubblicare questo mese una breve Storia di Pergola.
Siamo certi che molti apprezzano l'iniziativa, specie coloro che non se la sono mai
sentita di addentrarsi in voluminosi testi per approfondire l'argomento.
Lo spazio è quello che è, ed è difficile raccontare in due paginette la storia di una
Città. A chi volesse conoscere nel dettaglio come sono andate le cose suggeriamo di
leggere Di Pergola e dei suoi dintorni di Luigi Nicoletti pubblicato dalla
tipografia Gasperini-Merlini nel 1899 (esattamente 100 anni fa) e riproposta in copia
anastatica a cura del Lions Club Pergola Val Cesano nel 1989.
Pergola sorge a 265 m. s.l.m.
sull'altopiano che sovrasta la confluenza del torrente Cinisco nel fiume Cesano, non
lontano dalle pendici del massiccio montuoso del Catria (1702 m.), il più alto della
provincia di Pesaro e Urbino.
Nelle zone limitrofe alla cittadina cesanense, sono stati rinvenuti reperti archeologici
che testimoniano l'insediamento di antichi popoli quali gli Umbri, gli Etruschi, i Galli
Senoni.
Il territorio fu dominazione romana al centro di importanti Municipi come Sentinum, Suasa,
Forum Sempronii, collegati alla capitale dell'impero da importanti strade.
Nei pressi di una di esse, la via Flaminia, sono stati infatti rinvenuti i preziosi Bronzi
Dorati di Pergola (27 d.C.) nella frazione Cartoceto, in località S. Lucia di Calamello,
il 26 giugno 1946.
Si ebbe poi la dominazione dei Barbari (Franchi) e in seguito il dominio della Chiesa.
Quindi l'annessione, nel 1155, al Comune di Gubbio.
Pergola fu quindi fondata nel 1234 dagli Eugubini con l'aiuto degli abitanti dei castelli
vicini al luogo designato.
Il 15 marzo 1234, nella chiesa di Santa Maria in Serralta, Ugolino da Grifoleto e
Marsilione di Corrado, iscritti alla nobiltà di Gubbio, donarono ai Sindaci di Serralta e
di Monte Episcopale alcuni terreni affinché provvedessero all'edificazione del nuovo
centro di "Castrum Collis Pergulae", ampliando l'esiguo "Forum
Cinischi" nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Ponte Cinisco, utilizzato
periodicamente per scambi di merci e bestiame.
Il 25 giugno 1234 furono stipulati ufficialmente i patti tra Gubbio e Serralta per dare il
via ai lavori per la costruzione di Pergola, ma nel corso dello stesso anno Cagli
organizzò una Lega che ostacolasse il progetto, alla quale aderirono Perugia, Pesaro,
Urbino, Fano, Ancona e Jesi.
Con Gubbio si allearono Assisi, Città di Castello e Arcevia.
La diatriba fu risolta da papa Gregorio IX che, con bolla del 10 febbraio 1235, sciolse la
Lega e consentì la prosecuzione dei lavori.
Nel 1385 Pergola, già libero Comune dal 1326, entrò a far parte della Signoria di
Pandolfo Malatesta fino al 1429 quando, con la morte di Carlo Malatesta, passò sotto la
Marca.
Fino al 1459 Pergola attraversò un periodo travagliato da lotte di supremazia fra le
varie dinastie dei Visconti di Milano, dei Medici di Firenze, degli Sforza, dei Malatesta,
dei Montefeltro con l'intervento della Repubblica di Venezia e della Santa Sede. Con la
sconfitta di Sigismondo Malatesta la città fu annessa al Ducato di Urbino retto da
Federico da Montefeltro.
Il 21 giugno 1502, il duca Valentino, figlio di papa Alessandro Borgia, prese Urbino.
Guidubaldo da Montefeltro scappò trovando rifugio nel forte di San Leo, nel frattempo
tutto il ducato era in rivolta contro l'usurpatore, ma il duca ritornò a palazzo alla
fine dell'estate.
Il Valentino, nella Rocca di Pergola, compì un atto di efferata violenza, strangolò
Giulio Cesare da Varano, Signore di Camerino, e tre dei suoi quattro figli. La leggenda
vuole che ancora oggi, se ci si aggira di notte per le cantine e i sotterranei del centro
storico, si sentano i rantoli e i lamenti dei poveri sventurati.
Nel 1508, con la morte di Guidubaldo, ebbe fine la dinastia dei Montefeltro, il quale, non
avendo eredi diretti, lasciò il Ducato al nipote Francesco Maria I Della Rovere, duca di
Senigallia, figlio della sorella.
Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, il Ducato di Urbino passò allo
Stato Pontificio fino al 1860, quando fu annesso al Regno d'Italia. Sotto il Papato,
Pergola, su invito del Legato Pontificio nella Marca, cardinale Giovanni Francesco
Stoppani e per interessamento del cardinale Nicola Antonelli, ebbe il conferimento del
titolo di "Città" il 18 maggio 1752 su decreto di papa Benedetto XIV.
Sempre per la solerzia dell'influente cardinale pergolese Antonelli, papa Pio VI istituì
nella città una zecca di monete chiamate "Sampietrini" e "Madonnine",
attiva fra il 1795 e il 1799.
Un altro papa che si interessò di Pergola fu il camaldolese Gregorio XVI, che finanziò
nel 1841 i lavori per costruire la facciata del Duomo distrutta dal terremoto del 1682.
Pergola fu la prima città delle Marche ad insorgere contro il potere temporale dei papi
l'8 settembre 1860, per questo gesto fu insignita di medaglia d'oro al valore
risorgimentale.
La città ha inoltre dato un elevato tributo di uomini e forze nei due eventi bellici
mondiali del nostro secolo. |