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IL SENTIERO DEI PASSI PERDUTI
La caccia alla vipera

 

Parla poco l'amico e quel poco è diverso.
Val la pena incontrarlo un mattino di vento?

Sono cresciuto in un paese non troppo lontano dal mare.
Un paese campagnolo, rustico e civile, che ha sempre serbato una sorta di pudico orgoglio.
Un paese cerchiato da una cinta di mura poderose.
D'intorno, a tratti, terra grassa per biada e frumento, vigne e orti.
E a tratti terra isterilita da sassi che biancheggiano sulle alture ventose.
Presso le mura castellane, d'estate, svariavano rondini e colombe.
Le donne stendevano il bucato sui prati.
Nelle bottegucce sfaccendavano facocchi, fabbri e maniscalchi.
Di giorno, con la cerchiatura della ruota e la ferratura dei buoi e dei cavalli, si sentiva l'odore del legno e delle unghie bruciati.
E poi il trambusto il trambusto della sera, con le cornacchie che dopo un lungo volo tornavano sulla cima del campanile.
A quell'ora Lallo ed io tornavamo dalla caccia alla vipera.
Che era quasi sempre infruttuosa.
Lallo era un ragazzo molto per la sua età; alto e allampanato.
Era quasi sempre dolorante in qualche parte del corpo per via delle botte che suo padre puntualmente gli somministrava.
Così il ragazzo scappava di casa per due o tre giorni e quando ritornava la sinfonia di botte cresceva di intensità.
E il poveretto era costretto a scappare di nuovo.
In quell'epoca la caccia alla vipera era la nostra massima occupazione.
Nelle ore bruciate dal sole battevamo il fiume e i canneti.
Poi salivamo nelle pietraie sulla parte arida della collina.
Salivamo attraverso il sentiero dei ginepri e Lallo, che non aveva paura di nulla, camminava scalzo.
Scalzo e in silenzio.
Era infatti convinto che non bisognava pronunciare il nostro nome, altrimenti la vipera ci avrebbe dato la caccia.
Sentivamo sibili e fruscii tra i rovi ed eravamo pronti alla cattura.
Per farlo, avevamo due forcelle di legno per inchiodare a terra il rettile.
Ma non ricordo di aver catturato altro che qualche serpe innocua.
E quando accadde, la nostra fantasia la fece apparire quasi un mamba o un crotalo.
Un giorno Lallo, dopo un'ennesima pesante bastonatura, se ne andò di casa e non tornò più.
Chissà; forse è andato a caccia di chimere.

                  Enzo Bartolucci         

 

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