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C  U  P
Centro Unico di Prenotazione

 

Carissima redazione, ho seguito con interesse le proposte di Alberto Boldrini apparse sul vostro periodico che riguardavano la discriminazione esistente tra le cittadine della costa e quelle dell'entroterra in materia di tariffe telefoniche.
A questo proposito vorrei segnalare una "novità" in materia.
Qualche giorno fa mi è capitato di dover prenotare una visita per mia madre all'ospedale di Pergola. Per chi ha i genitori un po' anziani è questa quasi una consuetudine. Ho affrontato quindi il problema con la serenità di sempre ed ho chiamato l'ospedale. Sono così venuta a sapere che la prenotazione di una visita presso l'ospedale di Pergola bisogna farla a Fano telefonando al CUP, il centro unico di prenotazione. Rassegnata chiamo Fano (la telefonata è interurbana) e mi risponde una voce registrata che mi dice che gli operatori sono occupati e che mi invita a richiamare. Voglio far notare che se invece di rispondermi un messaggio registrato avessi sentito il segnale di occupato non avrei speso una lira invece così…
La visita era necessaria ed ho quindi richiamato, durante la mattinata, una seconda volta, quindi una terza ed una quarta, stessa risposta e stessa spesa. Alla quinta telefonata - fatta dal posto di lavoro - dopo un messaggio che mi invitava ad attendere, mi ha risposto una signorina che mi ha chiesto il numero dell'impegnativa medica. Non sapendo che fosse necessario non avevo con me quel foglio e la dipendente della ASL mi ha informato che non era possibile senza quel numero effettuare la prenotazione. Il giorno dopo ho telefonato altre due volte, risentendo lo stesso messaggio che invitava a richiamare più tardi. Alla terza telefonata mi ha risposto un'altra signorina che senza particolari domande mi ha fissato l'appuntamento. "E il numero?" chiedo. "Quale numero?" mi risponde. "Il numero dell'impegnativa, mi hanno detto che è indispensabile" replico. "A me non risulta proprio - ribatte lei gentilmente - comunque non si preoccupi, la prenotazione è fissata per il 18 Agosto".
Alla fine della storia, mentre prima per prenotare una visita bastava una telefonata urbana e cinque minuti, ora servono otto telefonate interurbane e due giorni. E i poveri cittadini dell'entroterra sono ancora una volta penalizzati.
Perché la ASL - se proprio vuole centralizzare le prenotazione - non istituisce un numero verde?
E se il servizio funziona così perché mantenendo la stessa sigla CUP non usa l'acronimo per cerchi un passatempo? Almeno sai già a cosa vai incontro e se non hai tempo da perdere chiami direttamente l'ospedale. Come prima.

Rita Marini        

 

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