Proseguiamo,
nell' "anno del Padre", la serie di schede a Lui dedicate. Dopo il primo ciclo
(l'abbiamo chiamato "contemplazione") e il secondo ("ritorno"), ne
apriamo un terzo: "Siamo suoi figli".
"Quale grande amore ci ha
dato il Padre per essere chiamati figli di Dio; e lo siamo realmente!" (1
Giovanni 3,1). Non siamo figli di Dio per modo di dire _ annuncia nella sua lettera
l'apostolo _ ; lo siamo in modo reale, concreto.
S. Paolo, ad Atene, ricorre addirittura a un verso di un poeta greco, Arato di Soli, per
dichiarare che anche alla luce della nostra intelligenza umana possiamo accorgerci della
nostra somiglianza con Dio: "Poiché di lui stirpe noi siamo"
(Atti 17, 28). La Bibbia lo afferma con assoluta chiarezza: «Dio disse:
"Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza
Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò"» (Genesi 1, 26-27).
Andare alla ricerca di questa somiglianza è davvero gratificante. Ci accorgiamo che solo
così riusciamo a conoscere meglio noi stessi, la nostra dignità di uomini, di creature
cioè assolutamente superiori alle cose e agli esseri che vivono una vita vegetale o
animale. Pur avendo anche noi un corpo fatto di materia, pur avendo somiglianza, per tanti
aspetti, anche con la vita che anima e riproduce piante e animali, c'è un abisso
incolmabile che ce ne distingue e separa.
L'esistenza, la vita è già
un dono di Dio incalcolabile. Solo colui che è l'Essere poteva darcelo. Siamo figli di
Dio, prima di tutto, perché esistiamo.
Ma infinitamente più grande è il dono di essere, come Dio, "persona".
Soltanto questo ci consente di avere "consapevolezza" del bene di esistere e di
"apprezzarne" il privilegio. Sta qui la nostra "somiglianza" con Dio.
- Come Dio, noi pensiamo, ragioniamo, progettiamo, ci proponiamo delle mete da
raggiungere.
Lo facciamo, come creature, in modo limitato, con la possibilità di errore, con il
rischio di perseguire mete illusorie o sbagliate.
Ma è questa luce, che chiamiamo intelligenza che ci dà il desiderio della verità
e le chances per trovarla; è questa luce che ci rende possibile di correggerci e di
migliorarci.
La civiltà e il progresso sono frutto della ragione.
Più ancora:
- Come Dio, noi siamo liberi nelle nostre scelte. Si tratta, ovviamente, di una
libertà limitata, sul piano oggettivo, dall'esigenza di camminare sul binario della
nostra natura di uomini, se vogliamo il nostro bene e non vogliamo autodistruggerci.
Ma proprio la possibilità di fare _ insipientemente, d'accordo, ma sicuramente _ anche
questo, ci fa comprendere quanto è grande e nobile, anche se rischioso, il dono di poter
scegliere, di poterci determinare, di poterci sentire responsabili del nostro destino.
- È a questo livello che anche noi, come Dio, esprimiamo la nostra capacità di amare,
di donare noi stessi, di sacrificarci per scopi che vanno magari ben oltre a quello
dell'interesse e del vantaggio materiale. Siamo capaci di ideali, di scelte coraggiose ed
eroiche, di gesti nobili e straordinari
- Tutto questo _ ed ancora di più _ ci porta a sentire che anche noi, come Dio, abbiamo l'esigenza
di essere "con" gli altri, di essere "per" gli altri:
questa è la forza da cui scaturisce tutta la vita sociale, la famiglia, il lavoro, la
patria, la giustizia, la solidarietà, l'edificazione del mondo civile, la pace
La somiglianza con Dio, già
evidente sul piano naturale (Dio ci ha fatto non solo custodi del creato, ma capaci di
"creare" con Lui: "Siate fecondi, moltiplicatevi, riempite la terra;
soggiogatela e dominate
su ogni essere vivente" - Genesi 1, 28 -) diventa
piena, divina, sul piano soprannaturale, sul piano della grazia.
Dio ci fa partecipi della sua divinità, della sua immortalità.
La Parola di Dio ci fa sapere che questo è il vero progetto di Dio per l'uomo e che
soltanto a causa del rifiuto dell'uomo siamo ora costretti a far distinzione di piani
(piano naturale e piano soprannaturale). Dio ha voluto e vuole l'uomo, da sempre, talmente
a sé somigliante che lo ha reso capace di essere "dio" con lui. Lo ha
immediatamente, fin dalla creazione, elevato al piano soprannaturale.
Ecco l'uomo che ha il dono di "conoscere la verità tutta intera", di
raggiungere la salvezza dell'anima e del corpo, di amare come ama Dio, di un amore che è
totale, si dona, perdona.
Questo è l'uomo progettato da
Dio;
questo è l'uomo ri-creato da Cristo e in Cristo;
questo è l'uomo santificato dallo Spirito Santo.
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