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Pergola: dov'è nato (12.03.1926) e ha trascorso l'infanzia.
Cagli: dove ha frequentato i 5 anni di ginnasio nel Seminario Diocesano.
Fano: dove ha trascorso il periodo di liceo e di teologia, nel Seminario Regionale Marchigiano "Pio XI", eccetto una parentesi di nuovo nel Seminario di Cagli, dove, ancor studente di teologia si ritenne utile la sua presenza come assistente.
È stato ordinato sacerdote nel Duomo di Pergola il 29.06.1949, dall'ultimo Vescovo delle due nostre diocesi, Mons. Raffaele Campelli, che volle subito di nuovo Don Lino al Seminario di Cagli come insegnante Vicerettore, quindi come Rettore fino al 1969, anno di chiusura dello stesso Seminario.
Dal 1969 ad oggi Don Lino è tornato pergolese a tutti gli effetti!
Questa la scheda sintetica della vita di Don Lino.
Don Lino, chi non lo conosce? Piccolo di statura, ma ricco di attività, di spiritualità, di sensibilità così intensa da muoverlo a visibile e incontrollabile commozione in omelie pronunciate per particolari circostanze liete o, soprattutto, dolorose.
Nel periodo cagliese ha sempre coltivato rapporti di reciproca stima e cordialità con il Vescovo, con i sacerdoti e con i laici. Con i confratelli sia dimoranti in città, che con gli altri parroci nelle allora numerosissime piccole parrocchie di campagna, don Lino coltivava sempre rapporti di fraternità, anche se a volte segnata da inevitabili contrasti per diversità di vedute nella valutazione dei ragazzi in Seminario, circa la loro attitudine alla futura vita sacerdotale.
Non va dimenticato che, fin dalla sua fondazione, il Seminario di Cagli, come del resto avveniva in tante altre piccole diocesi del centro-Italia, era luogo di serio studio e di severa formazione umana, oggi inimmaginabile. Le famiglie, soprattutto della campagna, dove non c'era possibilità di studio, si facevano un vanto di poter privilegiare i propri figli di una buona educazione morale e intellettuale. Prima del Concilio Ecumenico Vaticano II la vita di seminario era curata nei minimi particolari per la formazione al valore dei propri doveri, dell'obbedienza, dello spirito di sacrificio, che rendeva però più sereni i momenti di vivace ricreazione e i giorni di festa, vissuti con gioiosa attesa e intensa partecipazione. Molti ex alunni del Seminario, non arrivati al sacerdozio, hanno formato ottime famiglie e hanno svolto, con competenza e riconosciuta onestà, professioni e mansioni pubbliche con apprezzati risultati.
Per capire quei tempi e quanto sopra brevemente esposto bisogna averli vissuti o riandare a testimonianze dell'epoca (per esempio "Gli anni che furono miei" del piobbichese, ex alunno del Seminario di Cagli professot Tarducci).
È facile dire oggi che don Lino è stato un Rettore rigido e troppo ligio ai sistemi educativi di allora. Ma chi lo ha conosciuto da vicino può testimoniare della sua sensibilità e attenzione nel seguire ogni singolo seminarista affidato alla sua guida. Si preoccupava della salute dei ragazzi. Chi non ricorda le frequenti e gratuite visite (e anche, spesso, gli aiuti per le ricette mediche) dell'allora notissimo e apprezzatissimo dott. Paolo Ginevri?
Don Lino seguiva e curava i vari programmi scolastici con la collaborazione di ottimi sacerdoti, che prestavano gratuitamente la loro opera d'insegnamento. E gli effetti si vedevano. Sapeva curare in modo encomiabile la liturgia di tutte le celebrazioni nella Cappella del Seminario e di quelle, solennissime, in Cattedrale, soprattutto a Natale e Pasqua. L'allestimento del presepio impegnava molto e risultava ammiratissimo per i numerosi visitatori.
Come non ricordare la cura del canto sacro, compreso il "gregoriano"? E la scuola di armonium per chi era versato nella musica, con il prezioso aiuto del Maestro Roselli, che oltre ad essere bravissimo compositore e organista della Cattedrale, disponeva di spiccate doti pedagogiche? Il Vescovo che quasi ogni giorno faceva visita al Seminario apprezzava molto la molteplice attività di Don Lino e l'impegno che vi prodigava.
Nel difficile periodo di transizione segnato dal Concilio e della non facile attuazione delle sue Costituzioni, ricordo che il Vescovo gli affidò l'impegno di spiegare la riforma liturgica.
Quando celebrò davanti al clero diocesano la prima S. Messa in italiano, disse: "Oggi mi pare di rivivere tutta l'emozione della Prima Messa!"
Poi arrivò l'anno di chiusura del Seminario di Cagli: 1969. Tutti ne soffrirono, soprattutto i sacerdoti più anziani. Ma che cosa ha provato Don Lino, che vi aveva speso i suoi primi 20 anni di vita sacerdotale?
Quindi una nuova destinazione. Il nuovo Vescovo Amministratore delle due diocesi, Mons. Vittorio Cecchi (dopo le dimissioni per raggiunti limiti d'età di mons. Campelli) per unanime designazione di tutto il clero diocesano, destinò Don Lino a Parroco Arciprete di S. Lorenzo in Campo. Ma ci fu un incidente che lo impedì. Nell'ultima villeggiatura dei seminaristi al Monastero di Fonte Avellana nel 1969, Don Lino da poco in possesso della patente e con ancora poca esperienza di guida, rotolò con la sua 500 alle falde del monte Catria. Ebbe una lunga degenza in ospedale e conseguente convalescenza. Di qui la nuova designazione a Parroco di S. Marco Evangelista, insegnante di religione al Liceo Scientifico di Pergola e cappellano nel vecchio ospedale civile, in sostituzione dell'indimenticabile Don Giovanni Carboni.
Nuovi problemi, nuove situazioni, nuovo difficile clima, quello di contestazione del '68! Don Lino, sensibilissimo a tutto questo stato di cose improvviso e imprevisto, cercò di adeguarsi, ci soffrì perché quei problemi, specialmente nell'ambito dei giovani, erano difficili per tutti e mettevano in crisi tutti: genitori, insegnanti, sacerdoti e chiunque avesse responsabilità educative. Seppe reagire e impegnarsi per andare incontro ai giovani, anche se irrequieti e insofferenti di qualsiasi disciplina. Ma qui può bastare l'esperienza e la testimonianza di chi ha conosciuto l'attività pastorale di Don Lino in questi 30 anni a Pergola, sua terra natale.
Le sue varie battaglie anche nell'ambito della vita civile della comunità pergolese (prima fra tutte quella per il nuovo ospedale) tutti le conoscono, così pure la sua attività sacerdotale in collaborazione con tutti i suoi confratelli, giovani o meno, che si sono succeduti o sono rimasti a lavorare nell'ambito della pastorale locale.
Spirito battagliero? Esente da difetti? No certo! E chi lo è? Ma una cosa è sicura: Don Lino ha sempre affrontato a viso aperto, con lealtà e sincerità d'intendimenti, tutti i momenti difficili di sofferenze o anche di gioia, quando ci sono stati, della vita religiosa e civile di Pergola. Di tali momenti se ne è avuta, di volta in volta, fedele cronaca nelle pagine di questo giornalino mensile, di cui Don Lino è fedele collaboratore. Tuttora sta curando, e da anni, la rubrica "schede di catechesi".
Non si è certamente preteso di aver detto tutto. Ciascuno può riandare con personali ricordi a quanto è stato omesso in questa traccia di riflessione rievocativa.
Ma i 50 anni di vita sacerdotale, spesi a Cagli e a Pergola, sono felice auspicio di un fruttuoso proseguimento di lavoro, che tutti auguriamo sia il più lungo possibile, ricco di copiose grazie e benedizioni del Cielo.
Anche il penoso disagio che Pergola ora soffre insieme ai suoi sacerdoti, per l'inagibilità delle sue principali chiese, dovuta al terremoto, servirà senz'altro a rinsaldare l'unione e l'operosità di tutti per la soluzione del grave problema.
Caro Don Lino questo ti ottenga, insieme a tanti altri doni, con la sua materna intercessione, la Madonna Immacolata, da te e da tutti i pergolesi tanto venerata ed amata.

Don Araldo Angeloni      

 

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