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Don Lino e "La nostra Valle"

 

Avevo iniziato a pubblicare nel dicembre 1979, con piccoli e modestissimi mezzi, un foglio intitolato "San Vito sul Cesano", dedicato ai miei parrocchiani. Poco più di 200 copie ogni mese.
Collaboravano alcuni giovani sanvitesi e qualche altro amico.
Dopo più di un anno, precisamente nel maggio 1981, ho chiesto a don Lino di aiutarmi preparando qualche pezzo per il mio giornalino. Comparve così, nel numero 19 di maggio '81, un bel articolo riguardo al referendum che si sarebbe tenuto la seguente domenica 17 sull'aborto: "E' un problema morale _ Rilievi di un Sacerdote", in cui con chiarezza e semplicità don Lino esponeva l'insegnamento della Chiesa, rispondeva ad alcune obiezioni e faceva riferimento a una norma morale valida per tutti, credenti e non credenti: il rispetto per la vita è un pilastro del bene individuale e sociale.
Da allora don Lino ha continuato a scrivere per San Vito, fino a che, nel gennaio 1989, si impegnava a redigere una serie di schede catechistiche.
Si è presentato così:
"Cari parrocchiani, da questo numero "Parrocchia viva" si fonde con il simpatico bollettino parrocchiale, edito dal parroco di San Vito sul Cesano don Fauno Binotti, bollettino sul quale mi capita spesso di scrivere degli articoli. Ritengo che la catechesi contenuta in esso e il suo stile siano i più adatti anche per noi. Poi la regolarità mensile con cui il bollettino esce assicura un contatto frequente e stabile del parroco con voi.
Inoltre, con questo numero di gennaio, inizia sul bollettino un discorso catechetico molto interessante, che non voglio farvi perdere e che sostituisce quello che da anni venivo facendo con voi attraverso i fascicoli di "Cristianesimo cosciente", bello, ma forse troppo difficile.
Vi raccomando di prendere subito visione di questo giornalino: vi piacerà sicuramente".

Aveva così inizio la preziosa e apprezzatissima collaborazione di don Lino, che ci ha permesso di pubblicare la prima serie di schede "Conosci la fede", dal maggio 1983 fino al febbraio 1985. Seguiva poi una nuova serie, dal marzo 1985 fino all'aprile 1986: "Vivi la tua fede". Quindi dal maggio 1986 fino al dicembre 1987: "Vivi nella Chiesa".
Non si può tacere il fatto che queste schede siano state una stesura catechistica di supporto per tanti sacerdoti, che le hanno usate per i corsi di catechismo nelle loro comunità.
Intanto don Lino viveva intensamente la vita cristiana della sua città, sentiva che come sacerdote non poteva essere assente nel dibattito sui vari problemi che angustiavano la cittadinanza. Si impegnava quindi in una lunga serie di articoli sull'Ospedale Santa Colomba, sui Bronzi Dorati e su altre questioni, battendo specialmente sulla necessità dell'azione concorde e non sulla divisione dei partiti.
Gli articoli sono stati apprezzati dalla maggioranza della popolazione, anche se hanno suscitato una certa irritazione nei politici, che si sentivano colpiti o in qualche modo coinvolti dalle precise, forti e inequivocabili prese di posizione.
Sono però convinto che don Lino non ha mai voluto colpire le persone e che i suoi interventi sono sempre stati dettati da amore sincero, anche se appassionato, alla sua città e alla nostra gente.
In questi ultimi tre anni (1997-1998-1999) don Lino ha commentato lucidamente la lettera del Papa in preparazione al Giubileo del 2000. Ha parlato, secondo lo schema della lettera pontificia, della vita cristiana alla luce della SS. Trinità _ quest'anno (1999) è l'anno del Padre.
Né voglio dimenticare l'apporto che con diligente impegno don Lino ha dato alla veste tipografica del giornalino, scegliendo quasi sempre con cura le riproduzioni artistiche da mettere sulla copertina de "La nostra valle", in riferimento al periodo liturgico o ai temi trattati o agli avvenimenti più importanti del mese.
Questo poi mi richiama ai molti articoli da lui scritti anche per commentare opere d'arte della città di Pergola o della zona e, in genere, per sostenere l'esigenza di apprezzare e custodire il patrimonio artistico di Pergola e della Valle del Cesano.
Don Lino è totalmente impegnato nella pastorale della comunità pergolese e talvolta è con grande sacrificio ( e anche con qualche ritardo, purtroppo!) che invia i suoi pezzi sempre tanto attesi e importanti per la vita della nostra pubblicazione.
A questo proposito don Lino _ scherzando, ma non troppo! _ si lamenta di me, perché lo tormento, non gli do pace finché non mi ha consegnato il suo scritto per la stampa.
Perfino durante il suo ricovero presso l'ospedale di Ancona ci ha fatto pervenire i suoi pezzi, scritti faticosamente nei momenti liberi (se ci possono essere tempi liberi durante un difficile intervento chrirugico al cuore!!).
Posso affermare che l'apporto di don Lino è stato determinante per la nascita e la riuscita de "La nostra Valle", che tuttora trova lettori e sostenitori affezionati.
Sono immensamente grato a don Lino per l'aiuto fraterno, per la competenza con cui ha trattato sempre i vari temi religiosi, per la perspicacia che ha nel penetrare anche nei diversi problemi della convivenza civile oltre che nel dare puntuali indirizzi per la vita cristiana delle nostre comunita'.

Don Fauno Binotti      

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