Il vandalismo
sembrava aver subito una battuta d'arresto
qualche anno fa, il "Laboratorio
Missionario" (ora intitolato alla fondatrice Maria Luzi), era stato preso di mira:
portoncino danneggiato, vetri delle finestre andati in frantumi, campanello divelto.
Si è faticato e tuttora si fatica per mantenere l'ambiente in buone condizioni, a suon di
sacrifici, sia all'interno (pavimenti, bagno, impianto elettrico, infissi, imbiancatura,
travi di sostegno a causa del terremoto), sia all'esterno (marciapiedi, fognature, tetto).
Questa sera, recatami al laboratorio per una emergenza, ho trovato i vetri del
bagno e della cucina in frantumi.
Ritenuta un'insegnante severa, sovente criticata, sono sempre più convinta che il
permissivismo ed il mancato rispetto per l'altrui proprietà, specie se si tratta di un
luogo in cui si opera il bene, sono i frutti di una cattiva educazione, impartita da
genitori "distratti" e, purtroppo, spesso consenzienti a certi atteggiamenti dei
figli.
In trentun anni di missione, ho visto partire migliaia di pacchi destinati ai bisognosi di
tutto il mondo.
Vorrei dire ai "ragazzi dei sassi" che i volontari dedicano il loro tempo libero
ad opere umanitarie degne del massimo rispetto.
Il restauro comporta una spesa che potrebbe essere destinata a cibo e medicine.
A quanti hanno danneggiato il laboratorio, sono convinta non con cattiveria, ma per
superficialità, vorrei ricordare che solo rispettando e collaborando si riesce a
progredire.
|