C'era
da aspettarsi che un personaggio come Pippo de' Bestuscia non potesse sfuggire alle
attenzioni scherzose di Mimmo Battistini, anche lui un maestro nel suo genere.
Il 31 di marzo, non ricordo di quale anno, verso le otto di sera, Mimmo telefonò a Pippo,
imitando alla perfezione la voce di Occhialini di San Lorenzo in Campo, amministratore
dell'Azienda agricola Monti.
"Pronto, pronto,
parlo con il Sig. Pippo Berardi, l'Enologo?"
"Sì, sono io in persona" rispose pronto Pippo.
"Sono Occhialini: senta, io avrei bisogno di un favore da lei."
Pippo, pensando subito a qualche buon affare risponde premuroso: "Dica pure."
"Io ho, da un mio colono, una vignetta di Riesling Italico di nuovo impianto. Lei lo
conosce questo vitigno?"
"E come no, sicuro che lo conosco." Risponde Pippo.
"Allora non mi potrebbe insegnare al contadino come si pota e come si
intreccia?"
"Ma sicuro! Mi dica quando debbo venire."
"Vede, bisognerebbe fare questa faccenda quanto prima, perché le viti stanno già
muovendo."
"Se vuole anche domani." Risponde Pippo dimostrando tutta la sua disponibilità.
"Per me va proprio bene; allora ci vediamo domattina, dalle sette e mezzo alle otto,
al bivio di Nidastore, davanti alla villa di Monti. Buona sera e per ora tante
grazie."
Appena finito di cenare, Pippo si mise ad affilare bene le forbici e ogni tanto si passava
il taglio sull'unghia del pollice sinistro per provare se la lama era a filo. Sembrava
proprio quel pescatore nel "Cerusico di mare" di D'Annunzio, che affilava il suo
coltello per operare la "fava maligna" cresciuta sul collo di un suo compagno e
che finì per ammazzare.
Pippo si prese anche un seghetto e qualche altro attrezzuccio; li chiuse un una borsetta
che legò dietro il sellino della bicicletta.
La mattina partì di buon'ora; prima delle sette e mezzo era già davanti alla villa di
Monti. Guardò l'orologio e si mise ad aspettare.
"È ancora presto" disse fra sé e si mise a passeggiare avanti e indietro.
Intanto erano arrivate le otto e non si vedeva nessuno. Andò dal contadino che aveva la
casa di fronte e chiese del fattore. L'uomo non sapeva nulla.
Chiese se era nel suo terreno una vignetta di Riesling da potare, così avrebbe
cominciato, ma il contadino disse di non avere questa vignetta.
Andò a suonare il campanello nella villa, ma non rispose nessuno.
Non sapeva cosa pensare: si sarà dimenticato? Forse avrà avuto altri impegni e arriverà
più tardi?
Verso le nove prese la bicicletta e andò a San Lorenzo dall'amministratore. Suonò a casa
e la signora rispose che il marito era uscito e che lo avrebbe trovato senz'altro in
piazza. Quando lo trovò e prese a parlargli della vignetta da potare, l'uomo sembrò
cadere dalle nuvole; della telefonata della sera precedente non sapeva nulla.
"Ma come è possibile?" protestò allora Pippo "la voce era proprio la
vostra!" Occhialini più anziano e smaliziato capì subito come erano andate le cose.
"Pippo, Pippo, ma non vi è venuto in mente che oggi è il primo aprile? Che bella
passeggiata vi hanno fatto fare i vostri amici di Pergola!"
Così il povero Pippo, senza salutare, con la coda fra le gambe, come un cane bastonato,
riprese stancamente la via di casa.
Intanto Mimmo che si era accertato della partenza mattutina della sua vittima, aveva
avvertito almeno una decina di amici, così la notizia si sparse per tutto il paese. Nei
giorni successivi furono centinaia i conoscenti che gli chiesero come era andata la
potatura della vignetta di Riesling.
A Pergola il nome del Riesling è rimasto indissolubilmente legato alla passeggiata di
Pippo.
Quando, a distanza di anni, gli si rammentava quel fatto, saggiamente ammoniva: "Stai
attento che il momento del
. passa per tutti."
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