Nasce a Milano
nel 1813, muore a Marsiglia nel 1853. Storico e letterato, campo specifico della sua
attività di studioso fu il Medio Evo. Conosceva molte lingue. Per i suoi studi danteschi
e sul francescanesimo, fu aggregato all'Accademia della Crusca. Le sue opere furono
raccolte in otto volumi, preceduti da una biografia del Lacordaire.
Ozanam vive in un momento in cui la Chiesa è attenta alla questione sociale, preoccupata
delle condizioni di vita del popolo. In Francia il nesso tra Cattolicesimo liberale e
questione sociale era strettissimo. (Siamo al tempo del Lamennais e del Lacordaire, al
quale Ozanam era legato da vera amicizia).
Ancor giovane, Ozanam scrive: "La questione che divide gli uomini è una questione
sociale. Si tratta di sapere se prevarrà lo spirito di egoismo o lo spirito di
sacrificio; se la società sarà solo un grande sfruttamento a profitto del più forte o
una consacrazione di ciascuno al bene di tutti e specialmente alla protezione dei più
deboli. Volgiamoci verso questo popolo, verso questa democrazia che non ci
conosce
aiutiamolo non soltanto con l'elemosina che rende gli uomini obbligati, ma
con le nostre azioni, per ottenere istituzioni che li emancipino e che li aiutino a essere
migliori".
Professore alla Sorbona, considera l'insegnamento una missione, per cui invita i laici ad
assistere i poveri e a uscire dallo sterile intellettualismo, ponendosi sopra un piano di
carità. Con l'effervescente e concreta carità, Ozanam vuole dimostrare la vitalità dei
principi cristiani.
Nel 1833 fonda la "Società di S. Vincenzo de' Paoli". Da principio un
gruppo di studenti universitari, guidati dall'Ozanam, aveva fondato una "Conferenza
di Storia", con l'intento di armonizzare la fede con la scienza. Ma poi capirono che
era meglio "metter la loro fede sotto la protezione della carità". Così, pur
continuando le riunioni scientifiche, iniziarono altre riunioni con scopi caritativi, alle
quali mantennero il nome di "Conferenze". Le quali poi divennero vere e proprie
associazioni di carità.
Le "Conferenze" possono dirsi sezioni della grande opera che porta il nome di
uno dei più insigni benefattori dell'umanità.
Gli scopi fondamentali della Società sono due: soccorrere i bisognosi, specie con la
visita a domicilio; perfezionare cristianamente i soci attraverso l'esercizio della
"carità che edifica" (1 Cor 1,8). Pio XI la chiamò "opera saggia e
benefica più d'ogni altra".
Nelle loro sedute i componenti la "Conferenza", dopo la preghiera e la lettura
spirituale, rendevano conto delle visite ai poveri, assegnavano i buoni da distribuire e
facevano tra loro una questua.
Le "Conferenze" si moltiplicarono presto. Nella sola Francia nel 1851 erano 415.
Si diffusero perfino negli Stati Uniti d'America. |