Chi non è
costretto a viaggiare in treno, in aereo o in nave è fortunato. L'estate, nel settore dei
trasporti, sarà calda e al confronto le temperature torride già registrate quasi ovunque
saranno uno scherzo.
Hanno cominciato i ferrovieri e continuato i piloti e i controllori di volo. Poi toccherà
al personale delle navi traghetto e dei servizi pubblici urbani.
Che cosa succede? Di rinvio in rinvio, i nuovi contratti si sono trascinati per mesi e i
nodi arrivano al pettine proprio nella stagione meno adatta, che è quella in cui ci si
sposta di più.
I lavoratori hanno ragione, perché i prezzi aumentano (solo il Governo fa finta di non
accorgersene) e gli stipendi non bastano a coprire le spese.
Hanno torto, però, se per combattere ricorrono a metodi sleali, come i dipendenti
dell'aeroporto di Palermo e i piloti della linea aerea "Meridiana" che,
improvvisamente colpiti da strani malesseri, hanno marcato visita. Non è la prima volta
che accade. Qualche mese fa anche i piloti dell'Alitalia si erano sentiti male tutti
insieme, chi alla testa, chi alla pancia, chi alla schiena, e avevano preferito restare a
casa per evitare il rischio di complicazioni. Si sa, queste epidemie di cui soffrono
intere categorie sono pericolose.
Lo sciopero va bene, ma ha il difetto che costa caro dal momento che alleggerisce la busta
paga. Così, fatti i conti, si preferisce la scorciatoia della malattia certificata da
qualche medico compiacente che serve a salvare capra e cavoli.
Quando il sistema venne applicato su larga scala e ne parlarono i giornali ci fu chi
gridò allo scandalo e chiese punizioni esemplari non soltanto per i lavoratori
cagionevoli di salute ma anche per quei sanitari che s'erano prestati a favorirli. Tutti -
Ministero del Lavoro, Ministero dei Trasporti, Aziende - si dissero pronti a prendere
provvedimenti. Com'era prevedibile non se ne è fatto niente e, vista la buona riuscita,
adesso la commedia si ripete.
Ad andarci di mezzo sono, come sempre, i cittadini che, non potendo permettersi altri
mezzi, debbono per forza subire attese infinite nelle stazioni e negli aeroporti. Ai loro
diritti nessuno bada perché non possono scioperare né mettersi a letto. Non meritano
nemmeno le scuse per i disagi e non è il caso che protestino tanto non c'è chi li
ascolti. |