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GENTE SENZA STORIA

Una questione di cuore

Volti al travaglio
Come una qualsiasi fibra creata
Perché ci lamentiamo noi?
         (G. Ungaretti)

Palazzo Zanardi è un edificio di tre piani appollaiato nel punto più alto del paese.
E se un tempo, ormai remoto, accampò qualche pretesa di distinzione, incombendo sulle minuscole case a schiera, ora non è altro che un monumento all'incuria e alla miseria.
Brandelli di muri ancora lo sorreggono.
Ma il tetto lascia passare tutta l'acqua piovana che Dio manda, malamente trattenuta dal pavimento del terzo piano.
Tutto l'edificio è impregnato di umidità.
Pareti, pavimenti, infissi sono in malora.
Tutto attorno, dov'era uno splendido parco, erbacce e cespugli di rovi la fanno da padroni.
Eppure in quella desolazione vive da anni (si fa per dire) Serafino, ultimo discendente di una schiatta dai "magnanimi lombi".
E da anni, oltre ad una condizione subumana, deve patire gli scherzi, anche pesanti, di alcuni scimmiottatori inconsapevoli di Bruno e Buffalmacco.
Inconsapevoli in quanto non hanno assolutamente niente da spartire con simili giocosi personaggi del Boccaccio.
Nonostante tutto, grazie all'imperturbabile aristocrazia del suo carattere, Serafino è vissuto finora in buona salute.
Ma adesso il pover'uomo si è ammalato, ammalato seriamente.
Il medico, che gli ha riscontrato qualcosa al cuore, gli ha fissato una visita dal cardiologo.
Qui il responso è stato allarmante: "Aterosclerosi delle coronarie e ischemia miocardica."
"E che cosa vuol dire?"
"Vede, le coronarie sono molto malridotte, quindi ci vuole un intervento chirurgico urgente."
"Ho capito, la ringrazio. Quanto le devo?"
"Non si preoccupi", e la faccia dell'illustre clinico ha espresso il più sovrumano disgusto per una cosa così venale come il compenso, "regoli con la mia segretaria."
E così Serafino è stato dirottato da un cardiochirurgo: stessa diagnosi ma conclusione opposta: "Lei è troppo malandato e quindi non posso operarla."
"Pazienza. Vuol dire che si farà operare mio cognato."
"Cosa c'entra?"
"Lui non è malato, sta bene. Quindi lei potrà operarlo tranquillamente."
"Ma cosa sta dicendo?"
"Cosa sta dicendo lei! Chi è sano non lo può operare, chi è malato neppure. Mi sa dire che razza di chirurgo è?"
"Ma come si permette…"
"Mi permetto, mi permetto. Ma stia tranquillo, passerò a regolare dalla segretaria".
Dopo di che Serafino se n'è andato, lasciando il luminare, che da rosso era diventato cianotico, sull'orlo di una crisi cardiaca.

Enzo Bartolucci     

Ringraziamento

Ringrazio sentitamente il sig. Costanzo Fagioli che mi ha fatto pervenire "UNA NOTTE DI DANTE", la vigorosa cantica di Giovanni Marchetti, senigagliese dell'ottocento.
Come molti sapranno, Marchetti fu poeta e dentista insigne, oltre che uomo politico e ministro di Pio IX, il papa conterraneo.

 

 

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