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SCHEDA BIBLICA
a cura di don Ugo Ughi

 

LETTERA AI COLOSSESI

Colossi (o Colosse) era una città dell'Asia Minore (attuale Turchia), situata nella regione della Frigia, luogo di passaggio per i viaggiatori che dalla Siria si recavano ad Efeso, sulle rive del Mar Egeo.
Doveva aver conosciuto periodi di splendore, se dagli antichi storici viene ricordata come una città bella e popolosa, "città celeberrima" (scrive Plinio nelle "Storie naturali"). Al tempo di San Paolo aveva perduto la sua importanza, mentre si affermavano le città vicine di Laodicea e di Gerapoli. Il ricordo successivo di Colossi è affidato unicamente alla lettera, attribuita a San Paolo e indirizzata appunto ai cristiani di quella città.
La lettera ha il carattere di una "circolare", in quanto doveva essere letta ugualmente con frutto in altre comunità che avevano la stessa configurazione e presentavano problematiche simili. Nel capitolo 4, al versetto 16, è scritto: "Quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che venga letta anche nella chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi". Di quest'ultima non è conservata traccia.
Non entriamo nella discussione circa il tempo, il luogo di composizione, l'autore della lettera medesima. Chi è convinto dell'autenticità paolina, la colloca intorno al 62-63 d. C., quando l'apostolo è prigioniero a Roma. Si tratta della prima prigionia romana, descritta alla fine del libro degli Atti degli Apostoli, durante la quale San Paolo godeva di una certa libertà di movimento. Nel capitolo 4 della lettera ai Colossesi, al v. 10, l'apostolo parla di carcere: "Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco il cugino di Barnaba…". Si tratta dell'evangelista Marco, come più avanti, al versetto 14, viene ricordato l'evangelista Luca, "il caro medico".
Soprattutto è ricordato Èpafra, originario di Colossi, considerato il fondatore della comunità cristiana della sua città, come di quelle di Laodicea e di Gerapoli. San Paolo scrive (versetti 12-13): "Vi saluta Epafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. Gli rendo testimonianza che si impegna a fondo per voi, come per quelli di Laodicea e di Gerapoli".
Anche all'inizio della lettera Epafra viene ricordato, nel momento in cui l'apostolo esprime gioia e gratitudine per le belle notizie ricevute. Quella di Colossi è, infatti, una comunità fervente, solida nella fede in Gesù Cristo e aperta alla carità fraterna, animata da autentica speranza cristiana, sostegno per la fedeltà al Vangelo: "Di questa speranza voi avete già udito l'annunzio della parola di verità del vangelo che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa; così anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità; che avete appresa da Epafra, nostro caro compagno nel ministero ; egli ci supplisce come un fedele ministro di Cristo, e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito" (capitolo 1, versetti 5-8).
L'elogio non serve a coprire i problemi che stanno emergendo all'interno della comunità e che vengono affrontati nella lettera. L'apostolo si sente impegnato ad accompagnare i suoi fratelli nella fede con la preghiera, perché "abbiano una conoscenza piena" della volontà di Dio "con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio" (capitolo 1, versetti 9-10).
La fede ha bisogno di essere continuamente alimentata, perché cresca e maturi e l'impegno di vita cristiana si consolidi, "per poter essere forti e pazienti in tutto" (capitolo 1, versetto 11).
In queste parole è descritta la vita cristiana, caratterizzata dalla presenza e dall'esercizio delle virtù teologali della fede, della carità e della speranza: una vita coraggiosa, tutta orientata all'obbedienza amorosa al Padre per essere a lui graditi.
Così i cristiani costituiscono una presenza significativa e vantaggiosa per tutta la città e per l'intera regione, in cui i missionari del Vangelo continuano a svolgere con fedeltà e fiducia il compito ricevuto dal Signore.

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