La notizia
dovrebbe farci tutti felici.
Dopo tanti anni di attese e diatribe, possiamo passare sotto silenzio qui, su "La
nostra valle", che nel maggio 1988 pubblicò un " numero speciale" per
l'avvenimento, un ritorno così desiderato?
E allora, per non sminuire l'importanza dell'evento, riprendo e ripubblico l'articolo che
mi venne di scrivere in quella occasione:
Mi hanno conquistato
Parlo di loro, dei "BRONZI
DORATI" che, finalmente!, vengono ormai chiamati "di Pergola". Hanno vinto
la mia apatia, per la quale, pur seguendo la loro vicenda, non mi ero ancora ad essa
appassionato in modo convinto.
Mi hanno conquistato con la loro
bellezza. Prima i cavalli.
Cavalli così tesi, asciutti, da guerra, la bocca e le narici frementi, nobilitati da
finimenti preziosamente istoriati, degni di chi di quei cavalli doveva essere cavaliere.
Sono andato in quei giorni a Venezia; sono salito sulla balconata di S.Marco per vedere,
all'interno, gli originali restauri della superba quadriga che orna la facciata della
basilica d'oro. Devo dire: li ho trovati inferiori ai nostri, più accademici, decorativi,
meno realistici e vivi
Poi l'uomo a cavallo, degno dell'arte romana migliore: saluta la folla in un momento di
gloria, con forza virile e composta, che si rispecchia nei lineamenti di un volto
improntato a verismo e a bellezza.
La donna, invece, mi ha convinto soltanto in una seconda visita, ma poi, da donna, ha
stravinto. Basta solo spostarsi alla sua sinistra e cogli allora quel non so che di
preoccupato e di tenace che la fascia tutta, da matrona, entro il manto abbondante, ma le
fa stringere e alzare le dita e la mano destra, in un gesto che risponde al volto pensoso
e volitivo.
Mi hanno conquistato con il loro
mistero. Sia vera o no la storia che gli studiosi hanno legato a questo gruppo di bronzo,
il fascino che emana da questo riemergere dalle zolle solitarie della nostra terra di un
destino che narra l'eterna lotta dell'uomo - fortuna, gloria, invidia, intrighi, sangue,
dolore - è impressionante. E, se davvero la vicenda dei bronzi si ricollega a quella dei
primi anni dell'era cristiana, non può non farti pensare che questi uomini vivevano ai
giorni di Cristo senza conoscerne il messaggio liberatore e che da quell'imperatore
Tiberio, astuto e contorto, davvero Pilato aveva motivo di molto temere, per cui
abbandonò, nel processo più celebre della storia, le vie sagge e giuste del diritto
romano.
Mi hanno conquistato, infine, con il miracolo da essi operato in Pergola. Domenica scorsa
mi sono commosso al vedere la lunga fila di gente che attendeva di entrare in quei nostri
locali invidiabili da qualsiasi museo.
Più ancora mi sono commosso riscoprendo una Pergola del tempo che fu: folla lungo il
corso, visitatori che guardavano e lodavano le nostre vie, i nostri palazzi, le nostre
chiese e si accorgevano di una suggestione d'ambiente che noi stessi spesso non riusciamo
più a capire, gustare, salvaguardare.
I Bronzi valgono la pena di un'altra lotta di popolo. Sono ancora la prova che Pergola è
in grado di vivere, che è ingiusto non farla vivere, che deve vivere.
La finale dell'articolo
preannunciava lotta
E allora ricordiamo la lotta, dalla quale è venuto, dopo undici anni, anche questo
"ritorno": i Bronzi "murati" entro la sede museale di S. Giacomo; le
manifestazioni clamorose; l'organizzazione di vigilanza giorno e notte; il suono di
campane per chiamare il popolo nei momenti di pericolo; i vari "atti di forza";
la risonanza nazionale su stampa e TV; le prese di posizione a favore e contro
fino
al decreto del Ministro Ronchey, che assegna i Bronzi alla città di Pergola (1993).
I Bronzi tornano però a Firenze, per ulteriori controlli e interventi conservativi.
Poi il clima politico cambia
profondamente.
La nuova Amministrazione Comunale ha realizzato, con grande sforzo economico, sotto la
direzione della Soprintendenza, la prevista sede museale, ma ha segnato una linea di
condotta del tutto diversa: cercare la via di pacifici accordi con il Ministero e con
Ancona, evitando l'esplodere di nuovi clamori popolari. Non sono mancate, di tanto in
tanto, delle voci che si sono alzate a chiedere l'attuazione del Decreto Ministeriale, ma
non sono state incoraggiate né hanno ottenuto grande risonanza.
Le acque si sono mosse di recente, quest'anno, in seguito a una petizione promossa dal
Sig. Piero Tarsi, sottoscritta da circa 1.500 cittadini e presentata al Giudice di Pace di
Pergola, perché convocasse gli interessati, in particolare il Ministro ai Beni Culturali
e il Sindaco di Pergola, per venire a una soluzione della questione. Non è il caso di
rifare la cronaca di queste "convocazioni" (8 maggio, 21 maggio, 11 giugno, 26
giugno, 24 luglio
) di fatto snobbate quasi del tutto dai "convocati". E
non è molto edificante la storia di uno Stato che mortifica in questa maniera le sue
stesse istituzioni
Ma nel frattempo il Ministro ha promosso il 1 luglio un incontro a Roma, dal quale è
scaturito un documento di compromesso, a dire il vero assai strano: I Bronzi verranno a
Pergola nel settembre di quest'anno e vi resteranno fino a novembre; poi andranno ad
Ancona fino al marzo del 2000, per tornare a Pergola fino al marzo del 2001; in seguito ci
si regolerà secondo l'esperienza compiuta. Quando i Bronzi saranno in un museo,
nell'altro ci saranno le copie.
Poiché i due sindaci di Ancona e di Pergola hanno firmato il documento con la clausola
"previa ratifica del rispettivo Consiglio Comunale", a Pergola si è adunato il
Consiglio Comunale la sera del 19 luglio. Si è trattato di un Consiglio aperto, questa
volta, anche ai contributi del pubblico. Ma non riferirò sui vari interventi, a favore o
contro il documento.
Alla fine è prevalsa l'opinione di chi dice: In questa maniera si è sbloccato qualcosa.
I Bronzi tornano a Pergola.
Un gruppo di cittadini ha ritenuto doveroso ridar vita al Comitato pro Bronzi e il 24
luglio ha diramato il seguente Comunicato:
"Il Comitato per i Bronzi di Pergola, ricostituito dopo le ultime vicende relative
all'annosa questione, disapprova severamente l'atteggiamento della maggioranza
dell'Amministrazione Comunale nel perseguire caparbiamente una linea di debolezza e di
compromesso in proposito; nello stesso tempo stigmatizza il comportamento scorretto e
illegittimo del Sindaco Conti, il quale è risultato contumace alla convocazione del
24-7-99 da parte del Giudice di Pace, istituzione dello Stato che egli stesso aveva
propugnato per la nostra città".
Pergola, 24-7-99.
I Bronzi tornano. Non tornano
nella maniera chiara e definitiva che avremmo desiderato. Non sappiamo neanche come andrà
a finire una storia di compromesso qual è stata escogitata.
Mi auguro che abbia ragione il Sindaco Conti, il quale, la sera del 19 luglio, ha
concluso: "La via intrapresa è la più rispondente al bene della cittadinanza. Sono
convinto di questo".
Io non ne sono altrettanto convinto. Ma desidero sinceramente di sbagliarmi.
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