Forse qualcuno
si sarà sorpreso nel vedere il titolo di un articolo dedicato ad una cantante dance: si
tratta tuttavia di un'artista i cui singoli, oltre che ad essere ballabilissimi, sono
caratterizzati da un qualcosa in più capace di dare agli stessi una particolare
originalità e una rara gradevolezza rispetto alle musiche da non molta spesa che ai
nostri tempi imperversano nelle sale da ballo.
Innanzitutto occorre sottolineare che l'artista in questione è italiana, all'anagrafe
Alessia Aquilani, originaria di La Spezia e classe '67; ha tuttavia deciso di cantare in
inglese in modo da sfondare più facilmente a livello internazionale: la sua scelta si è
rivelata azzeccatissima in quanto Alexia è riuscita a vendere
milioni di dischi oltre frontiera.
Le sue canzoni sono state anche in Italia le colonne sonore delle estati degli ultimi anni
e in proposito basta citarne i titoli: Summer is crazy ('96), Uh la la la ('97),
Gimme love e The music I like ('98), Goodbye ('99).
Si tratta di brani tutti rigorosamente ritmati - l'inglese è in effetti una lingua
ritmica rispetto alla melodia dell'italiano - ma che hanno ad ogni modo, riguardo alla
parte cantata, un'impronta melodica non comune nella musica dance degli anni Novanta:
tutto ciò è con ogni probabilità frutto dell'italicità di Alexia, la quale è peraltro
anche autric e dei
propri brani insieme al produttore Roberto Zanetti.
Occorre poi prendere in considerazione la voce da "Vorrei la pelle nera"
che, insieme alla componente melodica tutta italiana delle canzoni prima messa in
evidenza, ha contribuito non poco a generare quel "di più" che può essere
considerato la principale fonte di successo di questa cantante nostrana sia in Italia che
all'estero.
In un mondo oramai caratterizzato dalla globalizzazione e sempre meno incline
all'apprezzamento delle peculiarità delle singole nazioni, l'exploit di Alessia Aquilani,
in arte Alexia, può essere certamente segno del fatto che il Made in Italy possa
ancora farsi valere a livello internazionale... almeno in ambito musicale.
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