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Don Lino ringrazia

 

Questa lettera è stata già pubblicata nel numero di Luglio-Agosto de "La nostra Valle" ma solo nella pagina riservata alla Comunità cristiana di Pergola.
Ora viene di nuovo stampata nella parte generale del nostro periodico, perché giunga anche a quelli che non ricevono il giornale con la pagina di Pergola, ma hanno voluto in varie maniere esprimere la loro partecipazione alla festa del 50° di Sacerdozio di Don Lino.

Cari amici,

ho vivo desiderio di ringraziare commosso quanti hanno risposto al mio invito a far festa con me per i 50 anni del mio servizio sacerdotale. Sono contento, perché la celebrazione è riuscita come l'avevo pensata e programmata: un momento di comunione fraterna offerto a tutti, nessuno escluso, nella convinzione che il prete è prete per tutti.
Ho coinvolto, naturalmente, per primi quelli che mi sono fratelli nel Sacerdozio: per questo ho festeggiato il mio cinquantesimo con tutti i preti della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola giovedì 10 giugno nella Giornata Sacerdotale tenuta nel Santuario della Madonna del Pelingo presso il Furlo.
Una graditissima sorpresa per me è stata la cena organizzata la sera del 25 giugno da quanti si riconoscono in tutto il movimento giovanile portato avanti negli anni 70 dal gruppo chiamato "Comunità di S. Marco". È stato bello e commovente ritrovarsi insieme, non solo a ricordare, ma a "vedere", in famiglie e figli, i frutti buoni di un lavoro svolto insieme con passione.
La giornata per me più bella è stata quella di domenica 27 giugno, nella quale ho inteso far festa con tutto il popolo della parrocchia dei Santi Francesco e Biagio, con tutti i pergolesi e con tutti gli amici venuti anche da fuori.
La Messa, concelebrata con i sacerdoti della zona che sono potuti intervenire, alle ore 18, in piazza Garibaldi, il rinfresco, offerto subito dopo a tutti i partecipanti, il Concerto vocale e strumentale delle ore 21, presente il Vescovo Diocesano, Mons. Vittorio Tomasetti, mi hanno procurato vera gioia, poiché ho visto la gente "contenta" in questa esperienza di incontro religioso prima e di fraterna condivisione poi.
Ne ringrazio sentitamente il Signore e tutti quelli che hanno collaborato. Vorrei fare tanti nomi, ma, nella paura di dimenticare qualcuno, faccio soltanto quello del Vescovo, che rappresenta tutta la Comunità Cristiana Diocesana e quello del Sindaco di Pergola, Dott. Dario Conti, che rappresenta tutta la Comunità Civile e che a nome dell'Amministrazione Comunale mi ha offerto una targa d'argento in segno della gratitudine della cittadinanza.
Per il resto faccio solo un ringraziamento per "categorie": ai confratelli, alla Schola Cantorum della Cattedrale, agli uomini che hanno lavorato nel preparare l'ambiente e tutto l'apparato liturgico e tecnico (luce, amplificazione, palco, posti a sedere); ringrazio inoltre il Gruppo dei Catechisti, che ha espresso in versi gli auguri, le persone che sotto la guida del sig. Aurelio Oradei sono riuscite a organizzare un rinfresco per tutti come lo sognavo, i cantanti, i suonatori e gli animatori del Concerto. Né voglio dimenticare chi mi ha aiutato a realizzare, in maniera molto semplice, ma fine, il "ricordo" con il quale ho cercato di comunicare a tutti il mistero di questa esperienza religiosa e umana, per cui mi sento "prete", né chi su "La nostra valle" mi ha descritto in maniera simpatica e benevola…
E che dire dei "regali"?
Veramente il mio invito era chiaro e sincero: non volevo creare la preoccupazione - oggi così diffusa e…fastidiosa - di dover pensare: "Che cosa posso donare?"
Così pure volevo evitare l'impressione che le feste finiscano per essere sempre un chiedere soldi…Volevo una festa "libera", senza problemi.
Non sono stato molto ascoltato su questo punto…
Però ho visto tanta generosa spontaneità, che non ho potuto fare a meno non solo di gradire, ma di sentirmi anche profondamente commosso.
Un grazie sentito quindi a chi ha voluto offrire a me personalmente e a chi ha offerto, in mio onore, alla chiesa e alla parrocchia…In particolare un "grazie" per la casula nuova di colore verde, molto elegante, donata alla chiesa di S. Biagio da un bel gruppo di parrocchiani.
Voglio inoltre far sapere che anch'io ho una famiglia e che, come tutti, ci tengo a farne parte, perché di lì mi vengono, oltre alla vita, tanti altri elementi legati alla carne e allo spirito.
Nella mia vita non ho fatto mai niente per i miei parenti, salvo Battesimi, Matrimoni, funerali…
Ma mi sento onorato di appartenere a questo ceppo per il quale esprimo stima, rispetto, fiducia.
Sono i Ricci (provenienti da S. Andrea di Suasa), i Bacchiocchi - mia nonna paterna si chiamava Candida Bacchiocchi - (pure di S. Andrea di Suasa), i De Sanctis (mia madre, Laura De Sanctis, proveniva da Mondavio).
Domenica 4 luglio ho avuto il piacere di offrire loro (e anche ai parenti "acquisiti", a quelle persone cioè che hanno avuto la…pazienza di convivere con me) l'unico pranzo che ho offerto nella mia vita ai parenti. Ha voluto essere anche questo un segno di gratitudine.

Grazie a tutti!

Don Lino     

   

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