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LA COMMEMORAZIONE DI DE GASPERI A PESARO

 

De Gasperi a Pesaro, nessuno ha cercato di "catturare" lo statista trentino.
Esponenti politici ex democristiani di diverse tendenze, ma anche dirigenti di altri partiti, si sono confrontati in modo molto corretto, riconoscendo che il problema vero è dimostrare come si sia capaci di dare concreta attuazione, nella realtà di oggi, agli ideali da De Gasperi praticati. La cerimonia, organizzata dal Centro Studi Sociali a Lui dedicato, è iniziata con una omelia pronunciata dal Vicario generale della diocesi pesarese Mons. Romano Morini, il quale ha tratteggiato con incisività il profilo spirituale dello statista trentino. Quindi, nella sala consiliare del Comune, hanno preso avvio i lavori della tavola rotonda sul tema "Società esigente?", cui hanno preso parte i deputati Paolo Becchetti (FI) e Pietro Gasperoni (DS), il sindaco Oriano Giovanelli e il Segretario Generale (DC) della Repubblica di San Marino Piermarino Menicucci.
È stata data lettura di un messaggio del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, il quale, nell'inviare il proprio saluto ai presenti, ha sottolineato che "la commemorazione di De Gasperi è l'occasione per una riflessione sui valori morali e civili di cui egli fu interprete e testimone".
E nell'introdurre i lavori, Giorgio Girelli, responsabile del Centro Studi, ha molto insistito sulla necessità di ricreare un quadro vivente di valori per dare anima alla società e alla politica. Tra l'altro, Girelli ha posto in evidenza che, mettendo sotto i riflettori i rapporti spesso sofferti tra cittadini ed istituzioni, non si intende dare spazio al qualunquismo corrosivo e demolitore, ma verificare quali percorsi siano più idonei per contribuire ad un'opera di riconciliazione tra cittadini e potere.
Il distacco dalla politica si combatte alimentando maggiore senso civico nei giovani. Alla rieducazione debbono provvedere soprattutto la famiglia e la scuola, che, a loro volta, vanno più sostenute. Lo Stato non può fare tutto da solo. Per parte loro, comunque, le istituzioni dovrebbero disboscare il groviglio legislativo che avvolge in modo opprimente il Paese e assicurare il funzionamento di servizi essenziali come la giustizia e la sanità, premiando chi fa bene e colpendo duramente chi è fannullone o disonesto.
Molto seguiti da un pubblico numeroso e attento le relazioni di Paolo Becchetti (critico in particolare sulla entità dei poteri oggi concessi a sindaci e presidenti di province); di Pietro Gasperoni (per il quale c'è una crisi generale della rappresentanza, la quale va riformata nella sua dimensione politica e in quella sociale); di Oriano Giovanelli (secondo cui importa verificare quale contenuto si dà alla politica, mentre risulta riduttivo affrontarne l'essenza secondo un rapporto di domanda-offerta: la politica dovrebbe avere una dimensione popolare e diffusa); di Piermarino Menicucci il quale ha messo in luce come nella vicina Repubblica il rapporto tra politica e società è molto diretto e intenso: se la politica si mostrasse indifferente alle aspettative dei sanmarinesi, la classe dirigente sarebbe immediatamente licenziata.

A. M. F.      

 

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