Di tanto in
tanto raccogliamo, noi preti, lamentele dei nostri concittadini, perché, a quel che
sembra, non ci preoccupiamo abbastanza nel sollecitare la ripresa dei restauri delle
chiese grandi - Duomo e S. Francesco - , quando è di pubblico dominio che i miliardi,
già stanziati, ci sono.
Mentre, all'inizio, già sentivi la voce: "Ecco, restaureranno subito le chiese e
lasceranno in abbandono le abitazioni della povera gente!", ora, a quanto pare, è
accaduto il contrario. Il fatto si è, poi, che è proprio la "povera gente",
che la domenica non va in giro in macchina a destra o a sinistra, quella che più
frequenta le chiese, almeno nelle più solenni occasioni. E verifichiamo allora quanto le
chiese piccole siano insufficienti.
Ma accadrà una cosa ancora più strana. La Regione è stata più sollecita (e lodevole)
nello stanziare le somme per il restauro delle numerose chiese piccole di Pergola e della
zona - tanto che in autunno dovranno iniziare i lavori - anche se si sa che tali edifici
vanno sicuramente salvaguardati per motivi storici, culturali, artistici, ma non sono poi
di fatto utili a risolvere i problemi pratici, quelli "pastorali".
Le chiese piccole sono certamente patrimonio ricco e significativo della nostra città, ma
possono essere ufficiate solo in certi momenti per motivi devozionali - cosa difficile
anche per la scarsità del clero - e per il resto rimanere luoghi da conoscere e visitare
da un punto di vista turistico, quale segno di cultura e civiltà.
Le chiese monumentali, invece, dipendono dalla Soprintendenza ai Monumenti; e la
Soprintendenza che cosa fa?
Sarà bene allora far conoscere che non sono mancati gli interventi presso la
Soprintendenza: lo ha fatto il Vescovo diocesano; lo ha fatto il Sindaco di Pergola. Credo
senza ottenere risposta, come è solito oggi in Italia fare lo Stato.
Alla fine, per disperazione, l'ho fatto anche io, scrivendo a titolo personale una lettera
il 20 luglio scorso; una Raccomandata - Espresso con tanto di cartolina Andata-Ritorno. La
cartolina è giunta in Ancona il 22-7-99; la risposta di ricevuta è giunta entro luglio,
con uno sgorbio per firma e con un timbro nel quale non si legge la data. Ma nessun'altra
comunicazione.
Siccome si dice che sono solito scrivere in tono eccessivamente polemico, mi permetto di
rendere pubblica la mia lettera, perché si possa giudicare. Temo che se avessero chiesto
allo Stato di costruire a Pergola una moschea, lo si sarebbe già fatto.
Pergola, 20 luglio 1999
Signor Soprintendente,
mi permetto di scriverle di persona, anche se non ho ancora il piacere di conoscerla e se
non sono da lei conosciuto. Sono uno dei due parroci di Pergola e precisamente il parroco
della chiesa di S. Francesco.
Scopo della mia lettera è quello di presentarle una situazione, che forse lei non è
nella possibilità di valutare, se qualcuno non gliene parla in termini semplici e chiari.
Sono consapevole della mole di lavoro che lei ha incontrato nelle Marche dopo le vicende
del terremoto e quindi delle pressioni e responsabilità che gravano su di lei, ma spero
che possa trovare un momento di serenità per leggere con calma il mio scritto.
Qui a Pergola, dopo il sisma del 26-9-97, la nostra Comunità cristiana si trova in grosse
difficoltà, perché le chiese più ampie, il Duomo (S. Andrea in Concattedrale) e S.
Francesco sono inagibili.
Il dover ricorrere, per mesi e mesi, a soluzioni rimediate (chiese piccole, luoghi
destinati ad altri usi: il Duomo si serve di un Cinema, la mia parrocchia di una palestra)
procura una grande quantità di lavoro in più _ io ho 73 anni _ , ma soprattutto disperde
e disorienta l'incontro e il lavoro con i parrocchiani. Ci sono poi circostanze
particolari (feste, lutti) nelle quali la nostra cittadina ha "fisicamente"
bisogno di spazi sufficienti a contenere la folla. Non si era da noi fatto ricorso ad
altre soluzioni, non solo per problemi di costi, ma anche perché ci era stata garantita
una sollecita esecuzione dei lavori di ripristino, vista anche l'importanza dei due
monumenti.
Ora gli stanziamenti ci sono, ma dallo scorso anno i lavori sono del tutto fermi. Non
riusciamo a capire perché.
Non so se lei può valutare i problemi religiosi-pastorali di cui le ho parlato, ma
certamente comprende che una cittadina di tradizioni artistiche e storiche, qual è
Pergola, sarà gravemente penalizzata, anche da un punto di vista turistico e civile, se
per il Duemila non potrà avere agibili e fruibili due monumenti come S. Francesco e la
Cattedrale.
Io la prego sentitamente di volere fare sì che i lavori riprendano al più presto e a
pieno ritmo e chiedo a Dio di benedire e ricompensare quanto lei farà per venire incontro
a una Comunità che si trova in questa situazione.
Con fiducia attendo un sollecito interessamento e mi scuso per essermi preso la libertà
di scriverle in questi termini confidenziali e al di fuori di ogni forma ufficiale e
burocratica.
Buon lavoro!
Dev.mo
Sac. Lino Ricci |