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SCHEDA BIBLICA
a cura di don Ugo Ughi

 

CRISTO IMMAGINE DEL DIO INVISIBILE

San Paolo riporta nelle sue lettere alcuni inni che molto probabilmente erano utilizzati, anche se non esattamente nella forma in cui sono stati tramandati, nelle assemblee liturgiche dei cristiani.
Nel capitolo 1° della lettera ai Colossesi troviamo uno splendido inno, in cui si celebra la perfetta manifestazione di Dio in Cristo.
Il brano è introdotto dal rendimento di grazie, perché il Padre "ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce". È una bellissima descrizione della condizione cristiana. Con il battesimo Dio, il Padre, ci rende partecipi della sua luce immortale, cioè della sua stessa vita, facendoci suoi figli. I cristiani, nei primi secoli, erano chiamati "illuminati", cioè figli della luce, avvolti e penetrati dalla luce trasformante di Dio.
Il battesimo è, in tal modo, l'inizio del cammino di santità, che i cristiani sono chiamati, con l'aiuto dello Spirito di Dio, a percorrere.
"È lui (Iddio) che ci ha liberati dal potere delle tenebre" (cioè dalla condizione radicale di peccato e di lontananza da Dio) e "ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto" (cioè, ci ha resi simili a Gesù, di cui condividiamo i sentimenti, la vita, la condizione di figli).
Muovendo da questa mirabile azione dell'amore e della potenza di Dio, San Paolo passa a celebrare la figura di Cristo, definito "immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura". Essendo Gesù figlio eterno di Dio, nel momento in cui per generazione umana entra nella storia, diventa la perfetta rivelazione di Dio, la "visibilità" del Dio altrimenti invisibile.
Gesù, Verbo eterno del Padre, fatto uomo nel grembo di Maria, sta al centro, nel cuore, della creazione e della redenzione.

1) Gesù al centro della creazione.

"Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui". È lui, Gesù, il modello originario, il prototipo; lui è il fine, lo scopo di tutto ciò che esiste in cielo e sulla terra.
È la stessa convinzione di fede espressa all'inizio del Vangelo di Giovanni, dove si legge "che tutto è stato fatto per mezzo di lui (cioè del Verbo Figlio di Dio) e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste". Questo vuol dire che l'uomo ritrova se stesso pienamente soltanto in Gesù e nel suo mistero pasquale. L'uomo è illuminato, spiegato e motivato da Gesù e dalla sua esperienza storica fino alla risurrezione dai morti e alla definitiva glorificazione in cielo.
In Gesù, il crocifisso risorto, trovano consistenza, saldezza, validità tutte le cose.

2) Gesù al centro della redenzione.
L'umanità è liberata dalla schiavitù del peccato, dell'egoismo, della violenza, della morte, per mezzo della croce gloriosa di Cristo.

"Piacque a Dio di far abitare in lui (in Gesù) ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli".
L'inno della lettera ai Colossesi presenta il Signore Gesù come redentore dell'uomo peccatore e, nello stesso tempo, come "capo del corpo, cioè della Chiesa".
Con la sua morte e risurrezione Gesù restituisce all'uomo il suo stato originario e la sua dignità di figlio, unendolo contemporaneamente a se stesso, come membro vivo del suo corpo, in maniera indissolubile. Gesù non solo non ha mai lasciato soli i suoi discepoli e l'umanità, ma è e resterà per sempre inscindibilmente unito a noi.
In maniera misteriosa, ma reale, Gesù forma con noi un solo corpo, per cui è il suo Spirito a darci vita e vitalità, a sostenere il nostro cammino, a rendere possibile la nostra piena maturazione. È lui la riconciliazione e la pace dell'umanità.
Leggiamo nel prefazio comune VII: "Nella pienezza dei tempi, o Padre, hai mandato il tuo Figlio, ospite e pellegrino in mezzo a noi, per redimerci dal peccato e dalla morte; e hai donato il tuo Spirito, per fare di tutte le nazioni un solo popolo nuovo, che ha come fine il tuo regno, come condizione la libertà dei tuoi figli, come statuto il precetto dell'amore".
Ecco descritta l'opera di Gesù nella sua progettazione e attuazione e nella prospettiva in cui tutti siamo posti, se crediamo e con gioia e generosità, con perseveranza, collaboriamo.

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